CRITICA LECIC

PRESENTAZIONE CRITICA PASQUALE LUONGO

L'Aiutante di campo del "Cavaliere Inesistente" è una creatura irresistibile, nata dalla fantasia del romanziere Italo Calvino, il quale aveva una propensione innata per l'assurdo. Orbene, la peculiarità di Gurdulù consisteva nel mimetizzarsi in ogni cosa che vedeva, fosse  esso un oggetto, un animale, una pianta, non assumendone però l'aspetto, bensì comportandosi e parlando come se fosse uno di loro. Per una strana associazione mentale che neppur io mi spiego, pur tuttavia, ogni qualvolta osservo i lavori di Pasquale Luongo mi affiora alla mente lo scudiere del Cavaliere Agilulfo, non certo per le implicazioni e le allusioni culturali, sociali e politiche che sottendono al suo personaggio, ma per quell’ "ars mimetica" in cui era maestro. Luongo quando vede un'opera di Picasso diventa Picasso; osserva un espressionista tedesco diventa quello; guarda un Basquit diventa Basquit: quando si entusiasma alla visione dei capolavori di un Maestro, il Nostro si identifica in esso e dipinge come l'idolo del momento. Intendiamoci, egli non copia le opere altrui, ma secondo la "mimesis" greca, le imita, cioè le interpreta a modo suo. Nella filosofìa di Platone l’"imitazione" consiste nella somiglianza delle cose empiriche all'idea che ne costituisce il tipo universale: Pasquale, con intensità emotiva, ripercorre la strada dei Maestri, viaggia con loro, colloquia con loro. E' notevole la sua capacità di esprimersi in stili diversi; l'abilità nell'uso di tecniche differenti; la passione per la ricerca che lo porta a trasformare non una, ma quattro, sei volte il dipinto che sta elaborando. Che  diventi cubista o espressionista o graffitista egli esprime impeto, entusiasmo, estro e creatività: cambiano i soggetti, mutano i modi, ma il cromatismo, forte e vivido, rimane il comune denominatore dei suoi quadri, mettendone a nudo la personalità. Incosciamente o no, Luongo ha rivelato molto di sé quando, all'esposizione di alcuni suoi quadri, si è presentato con il mazzolino di peperoncini tra le dita: rossi come il fuoco (dell'arte) che cova in lui e piccanti  come il suo spirito e la sua "verve"

 

 

Venezia

Prof. Igor LECIC

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI VENEZIA

Scuola Libera del Nudo

Presentazione

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